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Viaggio in Terrasanta : compendio italiano inedito del Bouquet sacre compose des plus belles fleurs de la Terre Saincte / Jean Boucher ; edizione e commento a cura di Claudio Sensi - Alessandria : Edizioni dell'Orso, 2009 - CXII, 520 p. : ill. ; 22 cm. - recensione a cura di Silvia Margiotta.


Tra il 1611 e il 1612 il predicatore francescano Jean Boucher compì un pellegrinaggio in Terrasanta che raccontò nell’opera Bouquet sacré composé des plus belles fleurs de la Terre Saincte, pubblicata nel 1614 a Le Mans e destinata ad un enorme successo editoriale sino alla fine del Settecento, contando più di cinquanta nuove edizioni. Intorno alla metà del XVIII secolo il testo del francescano fu tradotto anche in italiano da un anonimo filologo di madrelingua francese. Claudio Sensi presenta un’edizione riccamente commentata di tale manoscritto, attualmente conservato presso la Biblioteca Civica di Cuneo (Ms. 98).

Come bene mette in evidenza l’approfondito lavoro di analisi dello studioso, il testo dell’anonimo traduttore non corrisponde ad una relazione fedele del resoconto di viaggio di Boucher, ma si avvicina alla forma del compendio, che ha il vantaggio (rispetto all’originale) di risultare più agile e scorrevole alla lettura perché epurato da descrizioni elencatorie ed erudite, da artifici retorici e barocchi, da sermoni moralizzanti, riuscendo a mantenere intatta la freschezza narrativa: racconti ironici di avventure vissute dal pellegrino durante il tragitto si alternano a espressioni poetiche di grandi uomini di Lettere e a vivaci dialoghi in lingua araba, che pongono in risalto l’autenticità del contatto tra il pellegrino e le genti del luogo. Inoltre, le mirate operazioni di ‘sforbiciatura’ di parti ritenute superflue e ridondanti (ampiamente compiute dall’anonimo traduttore) hanno avuto come conseguenza l’esaltazione del significato spirituale e assoluto del pellegrinaggio in una terra che è emblema della presenza divina per l’umanità.

Nonostante le consistenti modifiche rispetto all’opera francese, la traduzione ha mantenuto la struttura originaria e la suddivisione in quattro libri, riproposti integralmente dall’edizione curata da Sensi. Il primo si apre con la partenza di padre Boucher da Venezia nell’estate del 1611 e prosegue con la descrizione delle meraviglie dell’Egitto e del viaggio verso la Giudea. Il secondo libro, dal titolo Luoghi Santi di Gerusalemme e suoi contorni, presenta le impressioni negative del pellegrino alla vista di Gerusalemme, dove giunge nel mese di novembre: la terra sacra gli appare dinanzi solitaria e malinconica, privata dell’onore e dell’ordine civile e religioso a causa dei «sacrileghi Turchi» che hanno offuscato lo splendore del passato. La trattazione continua con il racconto delle visite del frate nei luoghi santi che sorgono intorno a Gerusalemme e della sua partecipazione ai grandi itinerari gerosolimitani per adempiere un determinato cammino spirituale. Col terzo libro, intitolato Viaggi di Betlemme, delle Montagne di Giudea, del Deserto del Batista, di Emmaus, del Fiume Giordano, del Mar Morto, del Deserto del Nostro Signore; e ritorno dell’autore nella Cristianità per la Galilea, Fenicia, Soria e Monte Libano, padre Boucher torna a percorrere grandi distanze e allude al viaggio di ritorno che intraprende il 30 aprile del 1612, non appena si concludono le liturgie della Settimana Santa.

Il pellegrino lascia dietro sé Gerusalemme e naviga per due lunghi mesi, finché non approda alle coste italiane, mete di ulteriori tappe fondamentali per il suo itinerario spirituale, che si conclude a St. Maximin-la-Sainte-Baume con l’ingresso nella grotta di Santa Maddalena, da dove poi fa ritorno nella provincia francescana di Turenna.

Nell’ultimo libro – La descrizione dei costumi ed umori stravaganti, sì in materia di religione che di civile conversazione, delle nazioni orientali – padre Boucher pone fine alla trattazione odeporica per ripercorrere la complessità delle confessioni orientali cristiane riunite nel Santo Sepolcro: il predicatore francescano narra le impressioni e le perplessità dinanzi alle questioni scismatiche, le difficoltà di comprensione di alcuni riti e usi liturgici inauditi in Occidente. Il frate, in maniera disorganica e poco approfondita, presenta in successione i diversi culti cristiani, concludendo la narrazione con una trattazione standardizzata sull’ebraismo e sui musulmani, su cui l’epitomatore interviene ancora una volta riassumendo ed eliminando porzioni notevoli del discorso.

Come sottolinea Sensi, l’obiettivo perseguito dall’anonimo autore del manoscritto cuneese, attraverso tagli, omissioni e lezioni del tutto originali, è quello di donare allo scritto di viaggio di Boucher una nuova scorrevolezza e semplicità, rendendo immediato il messaggio chiave del suo racconto: offrire ai lettori un itinerario esemplare tra simboli e significati assoluti, dove ciascun luogo percorso si carica di sovrasenso e di eternità. Gli aspetti materiali del viaggio e le descrizioni traboccanti di particolari diventano nella versione italiana dell’opera forme superflue e prive di senso in confronto al racconto della testimonianza dello spirito di un uomo che si rianima al contatto con i territori toccati direttamente da Dio e che è capace di trasformare il suo viaggio in Terrasanta nel cammino allegorico verso la meta celeste a cui aspira l’intera umanità cristiana.

Silvia Margiotta

 



Monografia



Edizioni dell'Orso



2009

XVII

CXII, 520 p. : ill. ; 22 cm.

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