Il Viaggio del Ciambellano (XV sec.)
Itinerario curato da Patrizia Pascazio
Bertrandon de la Broquière, scalco, consigliere e Ciambellano di Filippo il Buono, Signore di Borgogna, intraprende nel febbraio del 1432 un viaggio in Oriente. Molti anni dopo, nel 1455, è invitato da Filippo il Buono a stendere la relazione del suo Viaggio d’Oltremare, che finirà di scrivere nel 1457. Alla corte di Borgogna si vivevano allora gli anni dell’Autunno del Medioevo (come scriverà Huizinga), del dorato tramonto del mondo cortese-cavalleresco. De la Broquière, nato in Guienna, vi giunge dalla giovinezza, probabilmente dal 1421, e riceve molto presto titoli ed onori da parte del suo Signore, tra i quali l’antica carica medievale di “scalco”, ossia quel cortigiano che ha l’onorevole funzione di trinciare le carni alla tavola del feudatario. Dopo il suo ritorno dall’Oriente, è incaricato a più riprese di missioni a volte segrete. | Lo "Scalco" Medievale |
Il Prospetto Medievale di Gerusalemme | E’ possibile che anche il pellegrinaggio d’Oltremare nascondesse una di queste, come farebbe pensare il lungo intervallo di oltre vent’anni intercorso tra l’effettuarsi del viaggio e la diffusione pubblica del suo resoconto. L’intenzione dichiarata, la ragione ufficiale di Bertrandon de la Broquière, è di visitare i Luoghi Santi, “fare il santo pellegrinaggio di Gerusalemme”; tuttavia egli precisa di scrivere la sua relazione:
affinché se qualche re o principe cristiano volesse intraprendere la conquista di Gerusalemme e portarvi una grande armata per terra, o se qualche nobile volesse andarvi o tornarvi, potesse aver notizia dei villaggi e delle città, delle regioni e delle contrade, dei fiumi, delle montagne, dei passaggi nei Paesi e dei Signori che li dominano, da Gerusalemme fino al Ducato di Borgogna… |
De la Broquière scriveva per mostrare ai re e ai nobili feudatari tutte le tappe del lungo cammino, per terra e per mare, dalle coste italiane alla Croazia, alla Grecia, fino a Costantinopoli, tornando in Borgogna attraverso la Serbia, le esotiche terre dell’Europa Orientale allora sotto il dominio turco.
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Ma oggi il suo invito può essere raccolto da ogni viaggiatore curioso di ripercorrere, per intero, o solo per una parte, le antiche orme dell’itinerario del ciambellano dal doppio volto, di pellegrino e di spia, per verificare quanto è ancora selvaggio e boscoso, come de la Broquière lo descrive, quanto e come gli aspetti di quei luoghi siano invece cambiati. Certo tra i Paesi del retroterra Adriatico da lui visitati, è la Serbia a conservare maggiormente qualcosa di esotico e sconosciuto, come nel passato. | Costantinopoli: Pellegrini Francesi, 1410 |
Urbino: Carta Antica | La partenza è da Gand; de la Broquière attraversa la Champagne e la Borgogna, per incamminarsi verso l’Italia. Ripartito da Roma, dopo una breve visita, il 25 marzo del 1432, attraversa le Marche, fermandosi a Urbino «una città in forma di castello» dove Castiglione ambienterà i dialoghi del suo Libro del Cortegiano.
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Passa per le città adriatiche di Rimini e di Ravenna, ricca di ricordi bizantini, di ori e mosaici che ancor oggi risplendono misteriosi dalle pareti delle sue chiese, e, attraversato il Po, giunge a Chioggia, una cittadina marinara di pescatori.
Infine si porta a Venezia, di cui lo meravigliano le strade d’acqua, le mille isole. Di li riparte per Giaffa, con l’intenzione di continuare verso Gerusalemme e di compiere il pellegrinaggio così consueto ai suoi tempi. | Chioggia: Il Canale Vena
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Ravenna:Battistero Neoniano, Il Battesimo Di Gesù | Ravenna: Cupola di Sant'Apollinare |

Carta Antica di Venezia
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Pola: L'anfitatro Romano | Ma è già allora che visita le coste della Slavonia (Croazia), le città di cui conosce il nome. Fa scalo a Parenzo, a Pola (« Pola, che a me sembra essere stata un tempo una città molto bella e importante, dove c’è un bel porto … »), Zara e Sebenico. |
Pola: Veduta Antica del Porto Venere | Carta Antica di Sebenico
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De la Broquière ci dà qualche generica impressione e informazione su quest’ultima città; si sofferma più a lungo su Zara, che chiama Jarre, («è circondata da tre parti dal mare e ha un bellissimo porto, chiuso da una robusta cancellata di ferro»), segnalando la presenza d’importanti reliquie :
A Zara c’è il corpo di San Simeone, a cui fu presentato Nostro Signore Gesù Cristo al tempio.
In seguito il Ciambellano prosegue nella direzione del vicino Oriente, dove soggiorna dal maggio del 1432 al marzo del 1433, e dal quale decide di ritornare in Borgogna per via di terra, attraverso l’Europa orientale. | Zara (Jarre): Veduta dall'alto
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Il viaggio che noi proponiamo, relativo soltanto ai territori dell’Adriatico, è più breve e può anzi essere diviso in tre diversi viaggi: un primo percorso dall’Italia (da Urbino) a Sebenico, in Croazia, lungo le coste; un altro tratto da Sebenico a Pirot, attraverso l’Erzegovina; un itinerario per le terre della Serbia da Pirot a Verchet. Anche prima di entrare in Serbia il viaggiatore ha l’opportunità di incontrare il Sultano Murad II in persona. Apprende che il Sultano riceve con grande reticenza gli ambasciatori, per timore di essere assassinato, come suo nonno. Chiaramente da la Broquière fa allusione agli avvanimenti della battaglia del Kosovo, del 1389, quando Miloch Oblich, nobile serbo, uccise con un colpo di pugnale il Sultano Murad I.Verso la fine del marzo 1433 il viaggiatore entra, arrivando dalla Bulgaria, nelle terre serbe, governate a quell’epoca dal Despota Georges Brankovitch, vassallo da una parte del Sultano turco Murad II, dal’altra del Re Sigismondo d’Ungheria.
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Nis (Nisce): Moschea Turca
| Delle città che de la Broquière visita,poche visita,appartengono realmente al Despota di Serbia: Pirot (Pirotte, la città ancor oggi dominata dal castello medievale del Vojvoda Momcilo, eroe dell’epica serba), Izvor, o Bela Palanka (Ysmoure), Nis (Nisce, la città romana dell’Imperatore Costantino, i resti del cui palazzo sono stati riportati alla luce dai recenti scavi archeologici, ma ricca sopratutto di antiche testimonianze turche, come moschee, porte, la macabra torre dei teschi, ed oggi assai dinamica sede di un festival cinematografico) e Krusevac sono state conquistate dai Turchi negli anni precedenti al suo passaggio.E’ una delle cose che nota principalmente, guardando le rovine delle antiche fortezze costruite un tempo in queste città. |
Bertrandon esce alle volte dal suo ruolo di testimone oculare e riporta ciò che gli è stato raccontato. Menziona così due città molto conosciute all’epoca: Nyeuberghe, in effetti Novo Brdo, situata vicino a Pristina, nota per le sue miniere d’oro e d’argenton. Il viaggiatore moderno potrebbe farvi una puntata a partire dalla vicina Nis.
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Nis (Nisce): La Torre dei Teschi (Céle Kula) | 
Krusevac: Chiesa Lazarica (XIV sec.)
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A proposito di Krusevac, la capitale serba del medioevo, di cui restano a tutt’oggi interessanti esempi di architettura religiosa, il Ciambellano scrive: […]è questa una piccola città chiusa molto bene da una duplice muraglia, abbattuta nella parte superiore lungo le feritoie, e vi era un piccolo castello, ora distrutto […]. Le altre città sono ugualmente in rovina, ma tutte sono situate - ed è ciò che sembra più interessare de la Broquière - « in un Paese molto bello ».
| Krusevac: Resti Medievali
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Krusevac 1700
| In generale il Ciambellano borgognone sembra attribuire grande attenzione alla topografia dei luoghi che visita; descrive accuratamente le montagne, le pianure e i fiumi, le paludi che attraversa; segnala i loro nomi e spesso ne indica la posizione geografica; la Morava, per esempio:
[…] viene dalla Bosnia ed è un grande fiume che divide la Bulgaria dalla Serbia.
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Arrivando a Stalac (Estalache, alla pittoresca confluenza della Morava del Sud e della Morava dell’Ovest, presso un castello attorno a cui fioriscono antiche leggende della resistenza serba ai Turchi) il viaggiatore si trova sempre nelle terre che appartengono al Despota di Serbia. Le sue osservazioni continuano a essere elogiative, ma nell’insieme assai generiche…:
Trovai un Paese bellissimo e molto popolato […]. Ho cavalcato in un Paese bellissimo e moto popolato[…]. Vi sono molti villaggi ed è molto bello[…].
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Fiume Morava |
Un capitolo a parte è dedicato a Nicodem (Nekudim) - oggi Jabucar secondo la maggior parte degli studiosi - che è stata la residenza estiva del Despota Georges BranKovitch. De la Broquière non smette di elogiarla: […]è un paese campestre immerso in un bellissimo paesaggio[…]uno splendido insieme di boschi e di fiumi, di ogni cacciagione e selvaggina. Passa quindi alla descrizione del Despota, che incontra in una battuta di caccia, e della sua famiglia:
Questo Signore Despota è tra i cinquantotto e i sessant’ anni; è un bellissimo principe di grande corporatura e ha tre maschietti e due femmine […] e i suoi bambini sono bellissimi […].
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Belgrado: Il Tempio di San Sava
| Si sofferma inoltre sulla corte del despota (« molti dei suoi sono assai belli e alti, e portano lunghi capelli e grandi barbe ») Il 12 aprile 1433 de la Broquière entra infine a Belgrado, antica capitale della Serbia, ma che si era arresa agli Ungheresi nel 1427. Questa città e i suoi dintorni gli piacciono immediatamente:
[…] arrivai in una città chiamata Belgrado che appartiene al Re d’Ungheria; attraversai grandi boschi, montagne e vallate, e in queste valli ci sono molti villaggi, cibi buoni e sopratutto buoni vini.
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Ne descrive la posizione geografica e la confluenza della Sava nel Danubio:
Arrivai da Corsebech a Nicodem in due giorni, e di là a Belgrado in un altro giorno. Questa città (e castello) di Belgrado si trova in Serbia ed è uno stupendo paese attraversato da un grande fiume chiamato Sava che viene dalla Bosnia e corre lungo le mura fino a sboccare vicino ad una bassa corte ai piedi del castello e li sfocia nel Danubio[…].
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Belgrado: Carta Antica; Confluenza Sava col Danubio
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Belgrado: La Fortezza Di Kalemegdan Di Epoca Medievale
| Il soggiorno a Belgrado è l'occasione per esaminare attentamente la fortezza:l’autore dà i particolari sulle cinque fortificazioni che la costituiscono, sulle doppie mura, le torri, l’artiglieria, sul porto e sulle imbarcazioni che vi sono ancorate, infine sul « Capitano » - un ragusano - che comanda quella piazza. De la Broquière aggiunge che la fortezza è interdetta ai Serbi, dopo che è stata restituita controvoglia dal Despota Georges Brankovitch al Re Sigismondo. In effetti questa fortezza ha una grandissima importanza per la difesa delle frontiere ungheresi a Sud. |
Il Ciambellano assiste anche all'arrivo di soldati tedeschi e si meraviglia dell'impossibilità, per Serbi e Ungheresi, di esservi arruolati, come apprende:
Mi fu detto riguardo ai Serbi che assolutamente non li lasceranno entrare, perchè sono soggetti obbedienti e tributari del Turco; e gli Ungheresi ne hanno così tanto timore, che se arrivasse il turco non oserebbero difendere la piazza contro la sua potenza. Oggi, la fortezza offre un aspetto ben diverso. Vi si arriva da una gaia strada dalle facciate dei palazzi ben ridipinte, piena di tavolini di caffè, venditori di gelati, musicanti. Ai margini dei grandi prati del castello le venditrici tessono scialli e merletti che offrono ai viaggiatori; incamminandosi verso le possenti mura, ancora nel fossato dei carri armati ricordano le vicende di guerra, in stridente contrasto con la serenità dei giardini. All’ombra di grandi ippocastani si stendono prati cosparsi di margherite a perdita d’occhio, popolati di famiglie con bambini in carrozzina, di giovani coppie, studenti, ciclisti, vecchi stesi al sole, passanti che si fermano ad osservare la verde veduta della confluenza dei due fiumi… |
Belgrado: La Fortezza e i Fiumi Sava e Danubio
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Ma è evidente che è invece l’interesse militare e strategico che prevale per il nostro viaggiatore borgognone. Che tuttavia si sofferma ugualmente, alle volte, sui costumi; è così che assiste, in un villaggio vicino Belgrado di cui non precisa il nome, alla Messa di Pasqua slava, e sottolinea che: stante l’obbedienza a Roma, i riti della Chiesa sono identici ai nostri.
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(Coulumbach) Coulumbach: La fortezza
| E gli parla di un’altra antica città, nei pressi di Belgrado, situata in uno splendido parco nazionale, la cui fortezza, su un’ansa del Danubio, un tempo frequentata, a quanto si racconta nelle antiche leggende, da un drago, si erge con nove torri: Coulumbach, in realtà Golubac, appartenuta a Georges Brankovitch, ma all’epoca del viaggio di la Broquière già passata nelle mani dei Turchi.
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Da Belgrado il nostro Ciambellano vede, sull’altra riva della Sava, Zemun (Sevlim) senza visitarla, come invece potrà fare agevolmente il nostro viaggiatore, fermandosi qualche giorno a Belgrado, per conoscerne anche i dintorni, e spiega che essa è:
[…] alle dipendenze del Despota di Serbia ed è in Ungheria. L’Imperatore gliel’ ha donata con molte altre città per un compenso di cinquantamila ducati, così che egli è tenuto a diventare suo vassallo. Tuttavia egli è più obbediente ai Turchi che all’Imperatore.
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Zemun: Veduta
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Zemun: Riproduzione Antica
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Il Danubio nel Parco Nazionale Derdap
| Partendo da Belgrado de la Broquière deve attraversare il Danubio, che molto lo colpisce:
Alla partenza da Belgrado attraversai il Danubio, che in quel momento era largo dieci miglia, e mi fu detto che a memoria d’uomo non esisteva alcuno che avesse visto un fiume così largo e così profondo, a una grande distanza. E non si poteva andare a Buda direttamente.
A partire da quel momento il nostro viaggiatore si trova sul territorio dell’attuale Voivodina, che attraversa a cavallo per le sue verdi pianure, meravigliato […] dal più pianeggiante Paese che abbia mai visto, senza montagne né vallate.
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| E’ così che il Ciambellano passa per Pancevo (Pensey, alla confluenza del Tamis nel Danubio), poi per Beuxquerel (Veliki Beckerek, Zrenjanin, città fluviale, a 17 Km. dalla riserva naturale della Carska Bara, ricca di laghetti, boschi, e particolarmente adatta al birdwatching), e infine da Verchet (Becej, che oggi, distrutte le costruzioni medievali viste dal viaggiatore borgognone, presenta una piacevole architettura ottocentesca). Egli attraversa la Tissa (Tisce), ed entra definitivamente nelle terre ungheresi. | 
Zrenjanin (Beuxquerel; Veliki Beckerek): La corte e il Ponte Piccolo |
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