Mirò ad Otranto. Il segno e la parola, opera grafica
Mostra patrocinata da Regione Puglia, Provincia di Lecce, Città di Otranto.
Visitabile tutti i giorni dal 27 giugno al 27 settembre 2009 (ore 10/13- 16/24)

Il Castello Aragonese racconta la storia remota della città più a oriente d'Italia, storia nel tempo legata alle antiche contrapposizioni fra l'occidente cristiano e l'oriente musulmano che portarono all'occupazione turca del 1480. Quando la città fu liberata dalle truppe di Alfonso d'Aragona, il Castello, fortemente compromesso dai lunghi e violenti attacchi, venne ricostruito per essere ulterirmente potenziato alla fine del secolo ad opera dei veneziani. L'aspetto attuale del maniero si deve invece ai Vicerè spagnoli che ressero a lungo Otranto.
Ancora oggi il Castello è il luogo simbolo della cittadina ed è quasi integralmente visitabile, ma da roccaforte difensiva è diventato l'ineguagliabile scenografia di eventi e mostre anche a carattere internazionale, un prezioso contenitore di cultura e conoscenza..
Questa estate una importante mostra giunge ad Otranto: dal 27 giugno al 27 settenbre sarà possibile infatti visitare alcune opere di Joan Mirò, il geniale artista che divenne in breve tempo uno dei maggiori esponenti del Surrealismo.
La prestigiosa esposizione accompagnerà il visitatore alla scoperta del meraviglioso mondo di Mirò attraverso una selezione di litografie. L'artista si rivolse infatti a questa tecnica affascinato dalle molteplici potenzialità di espressione artitica che fornisce.
La mostra, che occupa diverse sale del castello, è divisa in due sezioni: Parler seul (72 tavole dal 1948 al 1950) in cui l'artista catalano volle illustrare i testi di Tristan Tzara, fondatore del movimento dadaista e grande ispiratore e animatore del Surrealismo, grande amico del pittore il quale giunge a creare una rara ed esemplare simbiosi tra le immagini e la scrittura prodotta dal poeta durante la degenza nell'ospedale psichiatrico di Sain-Alban.
L'altra sezione è invece costituita dalle 13 tavole del 1966, Ubu Roi, una raccolta di coloratissime litografie che hanno come protagonista Ubu, un personaggio grottesco caricatura di ogni abiezione umana; l'ispirazione è tratta dall'opera teatrale omonima di Alfred Jarry del 1896 ed è un omaggio alla filosofia concepita dallo stesso Jarry che ha influenzato fortemente la storia del'arte e tutte le avanguardie del 900.
