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Gajeta falkusa (Vis)

 
Nei documenti storici del XVI secolo, Komiza- il villaggio dei pescatori sull’isola di Vis - risulta al primo posto tra i villaggi di tutta la Dalmazia. I pescatori dell’isola di Vis alla ricerca della pesca migliore si spingevano verso il mare aperto e le isole all’estremità dell’arcipelago, Palagruza e Svetac. I costruttori del posto cercavano di accontentare le loro esigenze creando un'imbarcazione adatta a questo tipo di navigazione e così nacque la barca autoctona di Komiza, la piccola rondine. Gajeta Falkusa è una barca a vela con 5 remi con i quali si muove durante la bonaccia. E’ lunga 9 metri, larga 2,90 metri e l’albero corrisponde alla sua lunghezza (9 metri). Gajeta Falkusa non è soltanto diversa per le sue dimensioni ma anche per il materiale con cui è costruita. Si tratta esclusivamente del legno di cipresso proveniente dall’isola di Svetac, l’isola vulcanica con poca terra ed alberi resistenti alle condizioni climatiche molto ostiche. Falkusa aveva degli attrezzi senza i quali non salpava, botti di legno per salare il pesce, vasi per vino ed acqua, cesti, reti, bussola e lanterne e navigava attivamente fino alla metà del XX secolo. L’ultima Gajeta Falkusa di Komiza – Cicibela - fu distrutta e affondata dalla forte tempesta nella baia di Porat (Isola di Bisevo) nel 1986. Oggi i suoi resti si preservano nel Museo dei Pescatori a Komiza. Nel 1998 a San Nicola fu battezzata e varata una sua ricostruzione.
 
 
 
 


 

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