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Il 1799 in Provincia di Bari secondo la Cronica di Giambattista Saliani da Modugno ; a cura e introduzione di Raffaele Macina. - Modugno : Litopress Lombardo, 1985. - 89 p. ; 24 cm.

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200Il 1799 in Provincia di Bari secondo la Cronica di Giambattista Saliani da Modugno ; a cura e introduzione di Raffaele Macina. - Modugno : Litopress Lombardo, 1985. - 89 p. ; 24 cm.

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210 $c Biblioteca Comunale di Modugno

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300<img width="300" height="87" src=" ./resolveUid/6b570e587a59414648b47bd737a656fb" alt="Logo Caripuglia" class="" /> <p> "Il 1799 in Provincia di Bari" propone il testo della "Relazione dell’avvenuto nella città di Modugno e suo territorio […] nei primi mesi dell’anno 1799" di Giambattista Saliani da Modugno, sacerdote e primicerio. Qui la qualità letteraria è certamente modesta, se non addirittura scarsa: il discorso è asciutto, lo stile paratattico, spesso enumerativo; ma è singolare che, nella storia raccontata da Saliani, il territorio di Modugno e del modugnese emerga attraversato e battuto da scorribande e ruberie di ogni sorta: è il viaggio di predatori borbonici che «umbriacati nelle taverne prima fuor di Città smunsero le borse di alcuni Cittadini, sott’il titolo specioso di difendere il Re, e la Religione», o che avendo «rubbato ed ammazzato il massaro del sig. Amelj di Bari, Barone di Binetto» «tosto si diedero alla fuga per il territorio domenicano: e da territorio in territorio fuori di strada pubblica, si ritirarono in Carbonara». Così, attraverso gli scontri tra borbonici e rivoluzionari, attraverso cioè itinerari che sono itinerari di fughe e furti, emergono le masserie – come quella detta de’ Serri «ben grande, un tempo degl’espulsi Gesuiti» –, le strade più sicure per dispacci e corrieri – come quella «per le montagne che da Gravina giugneva in Napoli» – , i siti dei conventi, come quello dei domenicani «posto a mezzogiorno della città» o come quello degli agostiniani vittima di un attacco feroce. È insomma un racconto senza grazia e senza aspirazioni, in grado pero di restituire l’immagine vera – anzi la fotografia – di cosa rappresentò nelle estreme propaggini del Regno l’adesione alla rivoluzione del ’99.

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