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Prof. Domenico Defilippis

Professore Straordinario di Letteratura italiana presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Foggia, Dipartimento di Scienze umane, insegna Civiltà letteraria italiana nel Corso di laurea magistrale in Filologia moderna; dal 2002 al 2005 ha tenuto gli insegnamenti di Letteratura italiana, di Letteratura antiquaria, di Filologia moderna e di Filologia medievale e umanistica, quest’ultimo presso la Facoltà di Lettere dell’Università degli studi di Bari, e dal 1999 è docente della Scuola Interateneo di Specializzazione per la Formazione degli insegnanti della Scuola Secondaria – Puglia, sedi di Bari e di Foggia. Ha prevalentemente orientato la sua attività di ricerca, all'interno dell'ambito della Letteratura italiana, sulla produzione dell'età umanistica e rinascimentale prestando particolare attenzione all'area meridionale, senza tuttavia tralasciare di compiere frequenti incursioni su autori e opere di altri ambienti, nazionali ed europei, e di altre epoche (Leopardi, riviste pugliesi del Novecento).  Nel piano di lavoro diretto da Francesco Tateo, mirante alla definizione del testo critico del corpus dell'umanista salentino Antonio De Ferrariis Galateo, sta curando la pubblicazione del Liber de situ Iapygiae e dell'epistola Callipolis descriptio: del De situ Iapygiae ha già allestito una moderna edizione (Galatina, Congedo Editore, 2005) con introduzione, traduzione, apparato delle fonti e note esegetiche, che corregge errori, sviste e interpolazioni largamente presenti nelle stampe, anche recenti, del testo galateano. Si è inoltre occupato della rinnovata centralità che l’indagine corografica e la scrittura odeporica assumono nella letteratura primo-cinquecentesca, a seguito anche dei viaggi oceanici d’esplorazione, affiancando all’esame delle codificate teorie cosmografiche e della loro moderna riscrittura, la riflessione sull’evoluzione del genere corografico tra XIV e XVI secolo attraverso la rilettura delle opere di Biondo Flavio, di Pietro Ranzano e di Leandro Alberti, di Giovanni Pontano e di Raffele Maffei, fino a risalire all’archetipico modello petrarchesco. Nell’ambito del programma Erasmus per la mobilità docenti ha svolto un ciclo di lezioni sull'Umanesimo Meridionale presso il Dipartimento di Italianistica dell'University College di Dublino (1992), ed ha trascorso un periodo si studio presso il Seminarium Philologiae Humanisticae della Katholieke Universiteit di Lovanio (1993). Ha partecipato a numerosi progetti di ricerca interuniversitari ed è stato responsabile locale del PRIN 2003 “La lingua della scienza. Latino e volgare nel Mezzogiorno umanistico” (coordinatore nazionale Vincenzo Fera). È socio dell’Associazione degli Italianisti Italiani (ADI) e della Renaissance Society of America (RSA), e tesoriere, per l’Italia, dell’International Association of Neo-Latin Studies (IANLS). Tra le sue pubblicazioni si segnalano: Tradizione umanistica e cultura nobiliare nell'opera di Belisario Acquaviva. Gli opuscoli pedagogici del Conte di Conversano e Duca di Nardò, Galatina, Congedo Editore 1994; L’area francese, in B. Sasse, D. Canfora, E. Haywood, D. Defilippis, A. Coroleu, S. Valerio, Umanesimo e culture nazionali europee, a c. e con prefazione di F. Tateo, Palermo, Palumbo, 1999, pp. 193-248; La rinascita della corografia tra scienza ed erudizione, Bari, Adriatica Editrice 2001; Riscritture del Rinascimento, Bari, Adriatica Editrice, 2005.

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