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Martano

La storia

Le origini di Martano, come per altri centri del Salento e in particolar modo della Grecìa Salentina, non sono certe, sicché storia e leggenda si coniugano. Il Tasselli attribuisce la nascita di questa cittadina agli antenati di Minosse, congiunti agli Ateniesi di Japige.
Da alcuni reperti storici si può affermare che Martano sia stato fondato dal centurione romano Martius, al quale spettarono le terre del Salento come dono per il valore dimostrato in battaglia, all’indomani delle lotte che portarono i romani, a cavallo del 267 a.C., alla conquista di queste terre.
L'emblema civico del paese è un centurione che doma un cavallo ribelle, simbolo che fu scelto dalla popolazione martanese come ricordo delle gesta del suo fondatore ed è inciso sulla porta d'ingresso della città.  
Dopo la caduta dell'impero Romano, nel 476 Martano cadde sotto il dominio dei greci. Per cinque secoli subì l'influenza bizantina che determinò sostanziali mutamenti degli usi e costumi, che per certi versi persistono ancora oggi. Nel 1190, il re Tancredi lo diede in feudo a Giorgio Roma a questo succedettero poi nel 1545 i Bucale, nel 1591 i Demonti, nel 1698 i Marchese, nel 1742 i Brunossi, ed in fine nel 1748 Sebastiano Gadelata che comprò il feudo per 50.000 ducati.
Menhir di Martano

La città

Ubicato su un'altura a 90 metri sopra il livello del mare, Martano dista dal capoluogo salentino 20 Km.
Le caratteristiche dell' “Antica Terra”, nome con cui si definiva il centro storico di Martano, richiamano la chora bizantina, originariamente cinta da torri difensive e dal castello con un ampio fossato ripetutamente modificato, sì da apparire più che altro un palazzo marchesale.
L'accesso all'abitato era garantito da due porte ora distrutte, messe all'estremità dell'attuale via Roma.
Dimora del centro storico
Il minuto tessuto residenziale, fatto non solo di piccole case a corte (la tipologia di edilizia domestica della famiglia patriarcale, che manifesta la condizione socio - economica di una classe rurale che nello spazio comune della corte trovava il modo di socializzare  e di sfuggire a qull'isolamento che è tipico del lavoro contadino) ma anche di palazzetti con straordinarie soluzioni architettonico, è dominato dai due enormi volumi del Castello e della Parrocchiale. Del Castello, realizzato intorno al XV secolo, da Ferdinando e Afonso d'Aragona, per proteggere la città dalle invasioni dei Turchi, sono presenti attualmente le torri cilindriche e i muri scarpati, a testimonianza della sua antica funziona, ma col passare degli anni è divenuto residenza signorile.

Eventi, tradizioni e cultura

La sua economia si basa quasi esclusivamente sull’agricoltura, e in particolar modo sulla produzione di olio e tabacco, e sull’artigianato anche se la piccola industria comincia ad essere presente con alcune fabbriche di laterizi e di mobili. Oggi Martano mantiene ancora intatte le sue radici bizantino-elleniche, sia dal punto di vista architettonico (per esempio il centro abitato mantiene intatta la sua "Chora") sia dal punto di vista delle tradizioni linguistico-culturali, artigianali e gastronomiche.
A questo proposito ricordiamo l'importante rassegna dell'Agorà che da qualche anno popola il paese di turisti. Tra gli eventi di importanza socio-culturale è fondamentale citare la ricorrenza del Giorno della Memoria, per ricordare lo sterminio e la persecuzione del Popolo Ebreo nei campi di concentramento nazisti.
Veduta del castello di Martano


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