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Pancevo

La storia

L' odierna  Pancevo, nota in pasato come Panuka, conobbe nel corso dei secoli svariati dominatori (Romani, Celti, Unni, Avari, Magiari, Turchi e Tedeschi). Il che portò a frequenti  cambiamenti nel nome da Panuča, a Bansif, o Pančal, oppure Čomva. I primi documenti  storici testimoniano l’esistenza della cittadina commerciale nel 1153. Dal 1552 fino al 1716 rimase sotto il dominio turco. In quest’epoca Pančevo presenta le caratteristiche di un insediamento fortificato di tipo orientale con una popolazione prevalentemente cristiana.
 
 
Con la venuta dell’esercito asburgico nel 1716 e la pace di Požarevac due anni dopo diventa  regione autonoma sotto la giurisdizione degli Asburgo. Fino al 1764  mantiene lo status quo con gli austriaci e diventa una fiorente zona commerciale. L’insediamento turco di una volta, spesso devastato dalle guerre austro-turche, inizia a svilupparsi ed estendersi sino a rappresentare il centro del reggimento  militare di confine, baluardo delle incursioni ottomane e delle epidemie di peste a oriente del Danubio.
Questo periodo segna le  migrazioni del popolo serbo e tedesco nonchè una crescente urbanizzazione  della città. Nel 1794  Pančevo ottiene lo status di comune. La città, col nome definitivo di Pančevo,  nel 1918 entra nel regno di Serbia, Croazia e Slovenia. Dopo la seconda guerra mondiale, vive il suo  maggior sviluppo industriale, urbanistico e demografico. Oggi affronta importanti problemi relativi all’inquinamento provocato dalle industrie chimiche e petrolifere del passato.
 
 
La città

 
Pančevo sorge sull’alta sponda del fiume Tamiš nel punto in cui confluisce  con il Danubio, a una ventina di  chilometri da Belgrado. Vi hanno sede numerose industrie, tra cui quella che riveste  maggior importanza è quella petrolchimica. Durante i bombardamenti della Nato alla fine degli anni novanta, la città con le sue raffinerie, fabbriche di fertilizzanti e  materie plastiche subì gravi danni, compromettendo ulteriormente  l’ambiente inquinato già da tempo.
Essendo un paese di confine ed una vivace zona commerciale, Pančevo è stata abitata da diverse popolazioni (Serbi, Tedeschi, Ungheresi, Romeni ed Ebrei) divenendo un crocevia di nazioni, culture e religioni. La coesistenza tra le differenti religioni è visibile nell’architettura sacrale. Pancevo vanta chiese ortodosse, cattoliche nonchè una sinagoga. Gli edifici più rappresentativi della città risalgono agli inizi del XVIII secolo. Nello stesso periodo furono costruite nell’antico quartiere serbo due chiese ortodosse: Uspenska  e Preobrazenska chiesa.
 
 
I Tedeschi abitavano principalmente nella zona meridionale della città, in cui venne costruita la Chiesa Evangelica, un tempio neogotico del 1905. Nei pressi della  città si  trovano i resti di due monasteri: il monastero francescano (verso il Tamiš) del sec. XVIII di cui oggi è visibile la chiesa Cattolica di S. Carlo Borromeo e il monastero medievale ortodosso di Vojlovica, nel quartiere slovacco.
Tra gli edifici pubblici spiccano il Magazzino rosso (1724), dove un tempo si conservava il grano, ed  il complesso della Vecchia fabbrica di birra (1722), una delle più antiche industrie del paese gestita dalla celebre famiglia Vajfert. Il palazzo della pretura chiamato Magistrat fu edificato nel 1833 e oggi vi ha sede il Museo civico.
 
 
Tradizioni, eventi, cultura
 
Nei mesi invernali il Comune di Pančevo organizza un evento musicale noto come “Giorni della musica spirituale di Pančevo" che si svolge nelle due chiese ortodosse. Le vie di Pančevo si animano alla Vigilia di Natale, quando secondo un’antica tradizione ungherese e slovacca  gruppi dei giovani camminano per strada evocando la nascita di Gesù e altri più paganamente negoziano con i padri il numero di baci che possono ricevere dalle loro figlie. 
 
 
Questi riti tradizionali sono diversi nella loro  rappresentazione, però presentano lo stesso obiettivo, rafforzare il senso dell’appartenenza alla famiglia e condividere la gioia dell’atmosfera natalizia. Tra le manifestazioni popolari segnaliamo “ I giorni della mietitura” nei mesi estivi. 
 
 
 
 

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