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Pescara

 

 

Storia
 
 
Immagine antica di Pescara
Posta alla foce del fiume omonimo, in parte sul sito dell'antica Aternum, di cui sono stati rinvenuti resti in diverse parti del territorio, Pescara fu scalo marittimo delle popolazioni italiche, nella tarda età repubblicana; in età imperiale era il principale porto della regione, distrutto dai Longobardi verso il 600 d.C. 
Nel secolo XII era ancora un fiorente centro finché le distruzioni subite in seguito alle guerre normanne ne compromisero la ricchezza. Nel corso del '500 la storia di questi luoghi s'intreccia e si lega fortemente con la storia di due tra le più nobili famiglie del tempo e, attraverso loro, con la storia e la cultura rinascimentali. Ma leggiamone una parte dalle stesse parole del frate Serafino Razzi:
questa è Pescara cotanto illustrata dallo invitto Marchese Don Fernando della famiglia D’Avalo, in Castiglia la vecchia presso a Toledo. I suoi maggiori erano venuti in Italia col Re Alfonso di Aragona, che prima di quella casa acquistò il reame di Napoli. Il quale incominciando dalla giornata di Ravenna, nella quale ancora giovane fu fatto prigione, era stato in tutte le guerre fatte dagli spagnuoli in Italia: ingegnoso, animoso, molto sollecito, molto astuto, et in grandissimo credito e benivolenza appresso alla fanteria spagnuola, di cui più tempo era stato capitano generale. Il quale, giovane di animo e vecchio di esperienza, dopo la vittoria di Pavia, in cui riportò egli il primo honore et in cui restò prigione Francesco Re di Francia, passò all’altra vita alli 30 di novembre del 1525 per lunga tissichezza, cagionata, dicono, dal continovo bere acqua, e per le molte fatiche o vigilie sostenute in guerra.”
Nel corso del '500, però, Pescara era soltanto una fortezza militare e Razzi non vi sosterà a lungo, trascorrendovi appena il tempo necessario a rinfrescarsi. Si avverte, però, vivido nelle parole del frate il senso pervadente della sicurezza che da detta fortezza emanava: è, infatti, questo Marchesato di Pescara, posta su la foce di detto fiume, e su la marina, quasi propugnacolo e difesa di tutto l’Abruzzi. Ed è ancora interessante dare conto della descrizione del luogo, effettuata dallo stesso Razzi in un viaggio compiuto l'anno precedente, per porre maggiormente in evidenza le grandi trasformazioni che hanno caratterizzato questa città nel corso del tempo.
Immagine degli anni '30 di Pescara

Città

Oggi Pescara è una città luminosa e moderna: "Oh che bel sito per una grande città"; le parole di Vittorio Emanuele, pronunciate in occasione di una sua visita al luogo nel 1860 ed oggi impresse sulla torre del Municipio, sembrano essere state foriere della sua attuale floridezza. Recente (1927) è la sua costituzione a capoluogo di provincia in seguito alla fusione dei due paesi, che si stendevano a nord e a sud della foce del fiume: Castellammare Adriatico e Pescara. La denominazione attuale fu preferita, a quella di Aterno, in omaggio a Gabriele D’Annunzio, nato nella zona a sud del fiume.
 
Immagine del centro della città
Per respirare appieno le atmosfere del viaggio di Razzi consigliamo una visita a ciò che resta dell'antica fortezza, la parte originaria di Pescara, Corso Manthonè, oggi ristrutturata ed adibita a zona di incontri ed eventi culturali, e i resti del Bagno Borbonico. Sempre nella zona di Pescara antica, per cogliere ancora coinvolgenti suggestioni letterarie consigliamo anche la visita alla casa del Vate.
Dell'antica Pescara rimane il cuore dell’abitato, costruito entro le mura della fortezza spagnola,  in cui si trova anche la casa natale di d'Annunzio, restaurata negli anni Trenta, dall'architetto del "Vittoriale", Maroni, ora adibita a museo. Vi sono esposti mobili,  cimeli, divise, lettere e ritratti di famiglia del poeta.
Sul lungofiume, le antiche caserme borboniche accolgono il Museo delle Genti d'Abruzzo.
Tra i numerosi edifici pubblici notevoli sono il Palazzo della Prefettura, il Palazzo del Governo, dove è custodita la famosa tela di Francesco Paolo Michetti "La Figlia di lorio".
Notevole è la Cattedrale di S. Cetteo, che custodisce la tomba marmorea della madre di d'Annunzio, opera dello scultore A. Minerbi,  e uno splendido dipinto seicentesco di San Francesco d'Assisi,  attribuito al Guercino.
 
Da visitare sono le chiese moderne dello Spirito Santo, dalla singolare facciata e di Sant'Andrea Apostolo, in cui si può ammirare un grande affresco di Aligi Sassu. Tra le chiese più antiche vi è la basilica della Madonna dei Sette dolori (1757), dalla facciata neoclassica, con all'interno un battistero ligneo in stile barocco. Agli artisti della famiglia Cascella è dedicato il Museo Civico "Basilio Cascella": oltre 553 opere tra dipinti incisioni e ceramiche,  esposte nella casa-laboratorio.
La nave di Ccascellla
Antiche maioliche di Castelli della preziosa Collezione Paparella Treccia,  si possono ammirare in Villa Urania, non lontano dal lungomare centrale,  in cui campeggia "la Nave" scolpita da Pietro Cascella. Nelle vicinanze del porto ha sede il museo ittico.
La città vanta uno dei maggiori approdi turistici d'Italia, importante porta verso i paesi dell'est oltre che animato centro di shopping,  manifestazioni e spettacoli. Lungo il molo sud permangono ancora i tradizionali trabocchi,  piccole palafitte attrezzate per la pesca del pesce verde,  base della succulenta e salutare cucina marinara della città,  ristoro ambito per gli amanti di avventurose scorrerie sul mare o di rilassanti passeggiate "en plein air".
Ancora dopo la prima guerra mondiale,  alla foce del fiume omonimo esistevano due cittadine molto diverse tra loro. A sud la più antica Pescara (ora Portanuova),  cresciuta sui resti della fortezza cinquecentesca che presidiava il fiume. Dopo la costruzione della ferrovia,  dei bastioni non resta quasi nulla.
 
Immagine del Museo di Pescara
Tra i personaggi più illustri possiamo ricordare, in tempi molto recenti, il regista, scrittore e sceneggiatore Ennio Flaiano, nato, forse non per coincidenza, ma per quella strana magia che caratterizza a volte i luoghi, a pochi passi dalla casa di D'Annunzio, in quello stesso borgo vecchio da dove si dipanano le tre strade storiche della città: Corso Manthonè, Via delle Caserme e Via dei Bastioni.

 

Eventi, tradizioni e cultura

Adagiata tra i colli e il mare,  Pescara dista meno di un’ora di dalle vette più alte dell'Appennino e si affaccia sul mare. E’ dunque un centro turistico eccezionale, nonché centro di turismo congressuale e moderna stazione balneare;  vanta ampie e soffici spiagge,  racchiuse tra due pinete che ne segnano i confini: a nord,  la Riserva Naturale di S. Filomena,  annoverata tra gli ultimi ecosistemi della costa adriatica; a sud,  la pineta d’Avalos ,  di dannunziana memoria,  inserita in un bel quartiere residenziale,  con interessanti architetture: ville liberty,  il moderno Auditorium "Flaiano",  il Teatro-Monumento dedicato a "d'Annunzio" e l'ex fabbrica "Aurum",  progettata da Giovanni Michelucci.
 
Una delle feste principali è quella dedicata alla Madonna dei sette dolori, che si svolge la prima domenica di giugno, con importanti e solenni festeggiamenti.
E’ il perno della vita culturale della regione, con i tanti eventi culturali e mondani e le festività religiose che occupano gran parte del periodo estivo e che regalano, ai turisti, grandi emozioni, oltre alle bellezze naturali e paesaggistiche.
Immagine di Pescara

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