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San Severo

La storia

Il nome di San Severo ha subito molte modificazioni nel tempo, dall’antico Castellum Sancti Severini, quindi San Severino, poi Sansevero. Dal XVI secolo lo stemma civico rappresenta san Severino abate a cavallo, con una bandiera rossa caricata della croce e la mano sinistra distesa a protezione della città.
Secondo la leggenda rinascimentale, la città fu fondata dall'eroe greco Diomede col nome di Castrum Drionis (Casteldrione), e sarebbe rimasta pagana fino al 536, quando san Lorenzo Maiorano, vescovo di Siponto, avrebbe imposto all'abitato il nome di un fantomatico governatore Severo, da lui convertito al cristianesimo.
La città crebbe velocemente grazie anche alla posizione favorevole ai commerci ed assunse ben presto una notevole importanza: fu sede di mercanti veneti, fiorentini, saraceni ed ebrei.   
 
Dapprima soggetta agli abati benedettini del monastero di San Pietro di Terra Maggiore, nel 1233 si ribellò all'imperatore Federico II di Svevia che, dopo averla punita con l'abbattimento delle mura, la cedette ai Templari. Fu poi dichiarata città regia, e ospitò diversi monarchi napoletani, tra cui Giovanna I d'Angiò e Ferrante I d'Aragona.
Immagine antica della stazione di San Severo

La città

Il centro cittadino fu profondamente danneggiato dal terribile sisma del 30 luglio 1627. Pur conservando il labirintico sistema stradale medievale, il grande borgo antico, su cui si ergono imponenti alcuni caratteristici campanili, è ricco di monumenti prevalentemente barocchi, come i tanti palazzi nobiliari, i tre grandi monasteri delle Benedettine (oggi sede del Tribunale), dei Celestini (sede municipale dal 1813) e dei Francescani (sede della Biblioteca Comunale e del Museo Civico), e le scenografiche chiese di San Nicola, San Lorenzo, Santa Trinità e Santa Maria della Pietà.
Cuore del centro è la chiesa matrice di San Severino, dedicata al primo e principale patrono della città e diocesi, che conserva i prospetti esterni romanici, con rosone e raffinato archivolto in pietra d'età federiciana.   
 
Campanile della chiesa di San Severino
La Cattedrale, dedicata a Santa Maria Assunta, è frutto di numerosi rimaneggiamenti; all'interno conserva, tra l'altro, un prezioso fonte battesimale del XII secolo e bei dipinti settecenteschi. Altre chiese d'interesse storico e artistico sono la Collegiata di san Giovanni Battista e quelle di santa Maria del Carmine, sant'Agostino (santuario del Soccorso), san Francesco d'Assisi, sant'Antonio abate, santa Croce, santa Maria di Costantinopoli (dei Cappuccini), san Sebastiano e altre.

Eventi, tradizioni e cultura

Di sicuro l’evento principale di San Severo è la festa patronale, che viene celebrata la terza domenica di maggio e il lunedì successivo in onore della Madonna del Soccorso (eletta patrona aeque principalis nel 1857) e dei santi compatroni principali, san Severino abate e san Severo vescovo. La festa è caratterizzata da due sontuose processioni, in cui si portano a spalla numerosi simulacri di santi. 
 
Durante l’incendio dei fuochi piritecnici corrono in prossimità delle esplosioni centinaia e centinaia di fujenti del fuoco, prevalentemente ragazzi e ragazze. Durante la festa, inoltre, ci si contende il palio delle batterie, assegnato al rione che ha allestito il migliore "fuoco" e ha addobbato con particolare cura e fantasia le proprie strade.
Santi Patroni di San Severo


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