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Veglie

La storia
 
Le origini di Veglie si possono far risalire al periodo degli insediamenti delle popolazioni messapiche nel Salento; a sostegno di tale ipotesi l'importante scoperta (nel 1957) del ritrovamento di una tomba, il cui corredo funerario ora esposto al Museo Provinciale di Lecce, è databile fra il IV-III secolo a.C.. Si succedono poi le incursioni dei popoli che provengono dal mare ma, degno di nota è l'insediamento romano, che lascia una forte impronta sul territorio. Le vie del centro storico di Veglie, infatti, segnano un reticolo di tipo romano con cardini e decumani. La stessa origine del nome "Veglie", più che derivare da Elos, forma greco-bizantina che significa "palude", si può ricondurre con maggiore probabilità a Velio o Velia, nome comune dell'onomastica romana. Nel X secolo Veglie conosce una vera e propria rinascita, dopo la distruzione subita all'arrivo dei Saraceni, ad opera dell'imperatore bizantino Niceforo Foca.
La presenza dei greci-bizantini è documentata fino al XIV sec.; nella prima metà del 1300, infatti, i preti celebrano col rito greco nella prima chiesa parrocchiale (crollata nel XVII sec.), ubicata al centro del primo nucleo del casale di "Velle". L'opera di fortificazione, realizzata dal valente architetto militare Evangelista Menga, scoraggiò in seguito ogni attacco nemico. Le mura furono abbattute alla fine dell'Ottocento.

Piazza Umberto I, Veglie

Palazzo Cacciatore
Di esse resta solo la Porta Nuova su cui, nel 1908, in occasione del cinquantenario dell'apparizione della madonna di Lourdes, fu posta una statua in pietra della Madonna Immacolata. Nel 1557 Veglie viene venduta ad una ricca famiglia di mercanti genovesi, gli Squarciafico, divenuti intanto conti di Copertino. Nei secoli a venire per diritto ereditario è governata da feudatari come i Pinelli, i Pignatelli, ecc., fino a quando non entra a far parte dello Stato italiano, dopo l'unificazione del 1860.
 
La città
La città di Veglie si articola intorno alla piazza principale del paese: Piazza Umberto I. Già denominata piazza XX Settembre. L'area su cui esiste ha subito nel corso dei secoli profonde trasformazioni, e la sistemazione stradale risale al 1945; venne infine complemetamente ristrutturata nel 2004. Pregevole la fontana monumentale realizzata nel 1932.
Tra i monumenti di maggiore spicco della città la chiesa matrice la Chiesa Matrice, dedicata a San Giovanni Battista e Santa Irene, del secolo XV, la Cripta della Favana, la Chiesa di Santa Maria delle Grazie o "della Linea", che fu costruita sopra le rovine di un'antica chiesa dedicata al crocefisso, intorno al 1602 e il Palazzo Cacciatore. L'ex convento dei Frati Minori Conventuali fu istituito nel 1579 costruito su una struttura del 1400 di recente restaurato e sede di importanti eventi come la Festa del Libro che si svolge annualmente durante il mese di Novembre.

Chiesa Madre, Altare SS. Sacramento
Eventi, tradizione e cultura
Il culto di S. Giovanni Battista, a Veglie, risale ai primordi dell'XI sec. Si narra che un anno, la statua, giunta la processione al confine di Salice Salentino, divenne talmente pesante da impedire di procedere oltre. Tornando indietro, la statua diventò più leggera, tanto che gli abitanti di Veglie compresero che il Santo volesse rimanere nel loro territorio e lo elessero patrono del paese.
In più, per testimoniare e perpetuare l'evento straordinario, essi posero un masso di tufo proprio nel punto in cui avvenne l'episodio. 
Convento dei Francescani
Nella chiesa parrocchiale a lui dedicata esiste ancora una nicchia dell'XI sec. che conteneva l'originale statua del Santo. La festa popolare è animata da festose luminarie, rinomati complessi bandistici e splendidi fuochi d'artificio. Quella ecclesiastica, invece, rimane una semplice ricorrenza religiosa. A S. Giovanni Battista sono dedicate numerose preghiere, soprattutto per chiedere la protezione dai temporali.

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