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pag. 31-32

DA BARI A BARLETTA
 
Da Bari si va a Barletta per una delle più belle e deliziose vie: somiglia a quel cammino, tanto celebrato, che conduce da Ginevra a Losanna in Isvizzera: di quattro in quattro miglia, s’incontra un piccolo villaggio, e la campagna circostante è molto coltivata. Giovinazzo e Molfetta sono bellamente situate e graziose. A Risceglie (l’antica Vigiliae) si trovano delle antichità degne di attenzione.
La campagna è di una fertilità che risponde alla buona cultura e produce olio e grano.
Prima di arrivare a Bisceglie, presso la città, vi sono delle terme, o bagni antichi, molto ben conservate. Per entrarvi, si salgono sei scalini nell’interno; vi sono due gradini sotto l’acqua, gradini che girano attorno e servivano per far sedere i bagnanti. La forma di questo edificio è quadrata ed ha un piano superiore: vi si vede il sito per dove l’acqua, dal bagno superiore, passava in quello inferiore: è un foro praticato in una pietra . Per quanto l’architettura di questa costruzione non abbia niente di speciale, la sua bella conservazione e le pietre bianche gli danno un’aria di nuovo, e lo rendono degno di attenzione. Io non ho veduto nessun monumento antico, così fresco, e così ben conservato. Le antiche mura di Vigilae sussistono ancora per intiero e sono di mattoni: innumerevoli, poi, sono le tombe antiche, in mattoni ed in tufo, ma sono tutte rovinate: quelle che ho potuto esaminare sono tutte piccole, e di un’architettura molto comune. Da queste numerose tombe si può desumere che Vigiliae è stata più popolata di quanto lo è oggi. Presso le mura della città, vi è una costruzione antica, che, da principio, mi parve una tomba, perché vi si vedevano delle nicchie praticate nel muro, ma dopo averla esaminata meglio da vicino, ho notato, nella parte inferiore di queste nicchie, dei fori rotondi, fatti per ricevere un corpo cilindrico, e poiché è nella parte interna delle mura, e gli antichi non avevano tombe, entro la cinta delle mura, mi sono indotto a credere l’edificio un cellaio (cella vinaria), e che queste nicchie erano destinate a contenere le anfore, ossia i vasi da conservare il vino, le cui punte, di forma cilindrica, si fissavano i questi buchi rotondi che ancora si veggono.
 
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Questo monumento meriterebbe di essere disegnato, ed io me ne sarei occupato, se avessi saputo trovare a Bisceglie una persona capace di farlo.
L’attuale città è, per vero, molto piccola , ma molto ben costruita, e contiene molti belli palazzi di buon gusto.
Da Bisceglie a Trani si contano sei miglia; vi si trovano continuamente, cammin facendo, tombe antiche ed avanzi della via Traiana o militare. Trani è una piccola città, graziosa, molto viva, ben costruita, con vie militari e belle case. Da qui fino a Barletta, è sempre l’istessa continuità di tombe ed avanzi dell’antica via, ma il tutto molto deperito.
Barletta è una bella città, abbastanza grande, ma interamente spopolata. Contiene delle chiese notevoli per la loro bellezza. In quella dell’Assunzione si notano due eccellenti quadri del Solimena, molto ben conservati, e dei migliori di questo maestro; l’altro che rappresenta un Cristo sulla croce, ai cui piedi stanno Maria e Giovanni è dello stile di Guido, ma a me parve del Coppola di Gallipoli. Sulla piazza del mercato, si vede una statua colossale di bronzo assai brutta: mi è sembrata romana. Credo che debba rappresentare Giulio Cesare, ma, a Barletta, han pensato di mettergli una croce di ferro nella ma no per farne, senza dubbio, un Costantino.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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